Il falso mito del peso ideale

Quando riflettiamo sul nostro peso, inteso come valore numerico, siamo convinti di sapere perfettamente quale sia il nostro peso ideale. Molto spesso, questo dato, si basa su valutazioni ipotetiche fondate soprattutto sull’aspetto fisico, tanto che potremmo chiamare questo obiettivo “peso estetico”. Se siamo stati per lungo tempo in sovrappeso, il valore di peso che vorremmo raggiungere potrebbe essere quello che avevamo quando eravamo normopeso; oppure, un numero letto su qualche rivista consultata con l’intento di seguire la dieta del momento; o, ancora, il valore indicato sulle tabelle di un medico nutrizionista che abbiamo frequentato per qualche seduta. Al di là della circostanza in cui vi sarà capitato di leggere il vostro ideale obiettivo di peso, sono abbastanza certa che vi sarà capitato di leggere numeri anche molto diversi fra loro; o, comunque, vi sarà capitato di non essere d’accordo col peso suggerito. Forse non ne siete al corrente ma, quando parliamo di peso ideale, in realtà facciamo riferimento a uno studio realizzato negli anni ’50, da una compagnia di assicurazione vita americana. La stessa, al fine di calcolare una scala di premi assicurativi, ha indagato il rapporto fra peso corporeo e mortalità. Sono nate così due tabelle (la prima nel 1959 e la seconda nel 1983) che hanno influenzato non poco il giudizio dei medici rispetto alle attese di vita del paziente ed alla classificazione del grado di obesità. Peccato però che, come ci dicono le ricerche, nessuna persona sovrappeso od obesa, con i programmi attualmente a nostra disposizione, può sperare di rientrare nei range previsti di peso ideale segnalati da queste tabelle. Vi invito, quindi, a riflettere su quanto possano essere fuorvianti, dati apparentemente incontestabili quali quelli espressi dalle compagnie assicurative. Ma c’è di più…e sto parlando del peso estetico. Da decenni, e questo è sotto gli occhi di tutti, la società, attraverso le campagne pubblicitarie e la proposta di modelli di magrezza inarrivabili ma presentati come gloriosamente desiderabili, ha abbassato ancora di più la soglia del peso ideale. Uno studio condotto sul concorso Miss America ha confermato che, dagli anni ’60 in poi, si è potuta constatare una progressiva riduzione del peso e della taglia delle partecipanti alla finale. Il loro peso, inoltre, è sempre stato molto inferiore anche rispetto a quello riportato nelle tabelle del peso ideale. E’ chiaro, quindi, che se il peso ideale non è un peso raggiungibile, il peso estetico, che in certi casi è del 15% inferiore a quello ideale, è del tutto improponibile! La corsa ossessiva verso il raggiungimento di questi canoni di bellezza così ostentati, in realtà, ha contribuito soltanto all’emergere ed al diffondersi di disturbi del comportamento alimentare quali anoressia e bulimia. Ma perché, vi starete chiedendo, non è possibile arrivare al peso ideale tanto desiderato? Di questo complesso argomento, parleremo nei prossimi articoli.

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