Fame emotiva? è meglio prevenire che…sperare

Ormai lo sappiamo. La fame emotiva è una delle più acerrime nemiche quando cerchiamo di adottare uno stile di vita sano e funzionale alla perdita di peso. Perché se quando siamo tranquilli, siamo grandi esperti nel seguire con diligenza i consigli del nostro dietista, non possiamo dire altrettanto quando si tratta di affrontare delle emozioni particolarmente intense.

Capita a tutti: ci sentiamo giù di morale e richerchiamo qualcosa di dolce per consolarci; siamo in ansia per qualcosa a cui teniamo particolarmente e usiamo il cibo per tentare di calmarci; oppure siamo euforici, eccitati e allora pilucchiamo salatini e pizzette senza nemmeno rendercene conto. Su questo ultimo aspetto, i lettori affezionati del mio blog, saranno ormai esperti: le emozioni che ci portano a ricercare il cibo non sono certamente solo quelle più “antipatiche” (noia, tristezza, ansia, frustrazione) bensì anche la gioia o un forte stato di eccitazione possono inibire le nostre capacità di controllo.

Forse, però, non sapete che affrontare la fame emotiva una volta che si manifesta con tutta la sua forza di attrazione verso l’alimentazione compulsiva, non è altrettanto efficace quanto il prevenirla.

Lo, so; adesso vi starete chiedendo: ma come si fa a prevenire le emozioni? È possibile? Esiste un modo per evitarle e nessuno ci ha mai detto nulla?

No! Assolutamente no! Qui non si sta parlando di escogitare un metodo per evitare l’insorgere delle emozioni. Lo so che molto spesso ci creano degli scombussolamenti interni (ed anche esterni) non indifferenti ma, in realtà, le emozioni sono nostre alleate (di questo ne abbiamo parlato molte volte negli scorsi articoli).

È vero, tuttavia, che esistono particolari condizioni che rendono NOI più soggetti al rimanere in balia delle emozioni. Questo significa che le emozioni esistono ed hanno il diritto di far parte della nostra esperienza ma che noi, in qualità di soggetti che le esperiscono, possiamo equipaggiarci per difenderci dal loro impatto.

Quando si tratta di fronteggiare la fame emotiva (e le emozioni più in generale), insomma, è meglio prevenire che…sperare! Prevenire significa predisporre le migliori condizioni possibili affinché, durante una tempesta emotiva, il nostro riparo non venga scaraventato via dal vento e dalla pioggia. Come si fa?

Esistono almeno 6 principi guida che possono aiutarci nel ridurre la vulnerabilità alla fame emotiva (Linehan,1993) :

  1. Curare le malattie fisiche – Quando stiamo male, al fine di distogliere l’attenzione dal nostro corpo (che in quel momento è fonte di sofferenza) può capitare di ricorrere al cibo come mezzo di distrazione;
  2. Mangiare in modo equilibrato – Se seguiamo un regime alimentare troppo ristretto o con regole rigide e molti divieti, ci stiamo spianando la strada verso l’abbuffata. Mangiare troppo poco, ma anche troppo, o mangiare cibo poco nutriente può aumentare il rischio di emozioni negative.
  3. Evitare sostanze psicoattive – Forse questo punto riguarda solo una minoranza di voi ma è bene sottolinearlo comunque. Per sostanze psicoattive intendiamo infatti anche la caffeina e l’alcol che sono consumati da moltissime persone spesso con eccessiva leggerezza. La caffeina, per esempio, induce agitazione; l’acol, invece, inibisce il controllo favorendo il rischio di abbuffata.
  4. Equilibrare il ritmo sonno-veglia – Ai fini di una migliore stabilità emotiva, la qualità del sonno è fondamentale. Quando si è stanchi la labilità mentale aumenta e così anche la tendenza ad esagerare col cibo quasi a voler riequilibrare i livelli di energia.
  5. Praticare attività fisica con regolarità – Se vi ritrovate a mangiare soprattutto quando vi sentite depressi, allora probabilmente non fate abbastanza attività fisica. Incrementare il vostro livello di attività vi permette di migliorare il tono dell’umore e la sensazione di benessere riducendo al contempo la voglia di mangiare in modo incontrollato.
  6. Costruire il senso di padronanza – Con quest’ultimo punto si intende l’intraprendere attività che vi consentano di accrescere la fiducia in voi stessi e che vi facciano sentire competenti. Occuparsi in attività stimolanti, che siano fonte di appagamento, è un ottimo antidoto alla ricerca di conforto alternativo (quale può essere il cibo, per l’appunto).

Bene. Adesso sapete quali sono le circostanze che possono rendervi più vulnerabili alle emozioni. Saperlo, però, non vi basterà se non vi eserciterete a porvi rimedio. Per ciascun ambito indicato, quindi, vi consiglio di costruire dei piani mirati così da rendere più robusto il vostro rifugio. Quando la tempesta minaccia di piombare su di voi, infatti, è inutile sperare che non sia troppo forte. 

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