Diet culture: quando il peso conta più della salute

Siamo fortunati, noi, generazioni figlie della diet culture, a poter finalmente chiamare le cose col proprio nome.

Certo, sono ancora tante, troppe, le persone che continuano a coltivare il culto della magrezza ad ogni costo. Ma la buona notizia è che oggi c’è un’altrettanto numerosa controparte che lotta per diffondere una cultura assennata riguardo al peso corporeo ed alla sua verosimile gestione.

Ma definiamola subito, questa “diet culture“, nei suoi dettami e negli strascichi che ancora porta con sé per convincere le nuove leve.

La diet culture è un sistema di convinzioni che equipara la magrezza alla salute e alla virtù morale.

Essa valorizza il peso, le forme corporee e l’aspetto al di sopra della salute e del benessere. E il paradosso è che lo fa illudendo le persone di preoccuparsi proprio del loro stato di salute.

La diet culture nega, altresì, il fatto che la salute possa essere raggiunta a qualsiasi dimensione corporea e promuove la perdita di peso come la soluzione di tutti i problemi (arrivando a farne una questione di natura morale) ponendo l’enfasi sulla privazione e sullo sviluppo della forza di volontà come segreti del successo.

Alcune convinzioni tipiche diffuse dalla diet culture sono:

  • distinguere i cibi in “sani” e “proibiti” (o spazzatura)
  • promuovere sensazioni colpa o, viceversa, di orgoglio in base a ciò che si è mangiato
  • assegnare un valore morale a come si mangia o alle dimensioni del corpo (demonizza certi modi di mangiare e ne glorifica altri)
  • stigmatizzare (ridicolizzare, emarginare, prendere in giro) coloro che non sono all’altezza dell’ideale di magrezza

Una cultura che può manifestarsi nella vita di tutti i giorni attraverso una molteplicità di segnali:

  • essere sottoposti quotidianamente a pubblicità di diete o programmi che promuovono la perdita di peso (spesso dando più importanza al grasso che al reale stato di salute delle persone)
  • seguire regole dietetiche rigide (es. limitare determinati alimenti, escludere intere categorie alimentari, ecc.)
  • usare l’esercizio fisico come rimedio al mangiare in eccesso con l’unico scopo di perdere peso/bruciare calorie, talvolta a scopo “punitivo” o per controbilanciare ciò che si è mangiato. Scegliere un’attività fisica in base alle calorie orarie che ci permette di bruciare anziché in funzione del nostro gradimento
  • giudicarsi in modo negativo (es. “faccio schifo” o “sono un fallimento”) o positivo (“sono stato bravo oggi”) in base a ciò che si è mangiato durante la giornata
  • ricevere consigli non richiesti dal proprio medico di base o da altre figure, rispetto al proprio peso, al proprio modo di mangiare o al proprio livello di attività fisica
  • usare la bilancia come criterio per stabilire il proprio valore personale e ciò che si merita come persone (con tutto ciò che questo comporta per l’autostima)
  • complimentarsi o ricevere giudizi sulla propria taglia/aspetto/perdita di peso
  • provare ansia quando si deve decidere cosa mangiare per timore di fare una scelta “sbagliata”
  • sentirsi in colpa dopo aver mangiato

In altre parole: il peso corporeo diventa più importante del benessere personale.

Spesso, purtroppo, tutti questi dettami possono passare inosservati a causa della loro ampia diffusione e accettazione nel nostro contesto culturale. Ricordiamo infatti che il commercio delle diete trae profitto dai nostri sentimenti di insicurezza e, pertanto, ha tutto l’interesse di diffondere l’idea che coloro che non rispettano certe dimensioni corporee, sono da biasimare e vanno portati sulla “retta via”, corretti.

La verità, tuttavia, è che le persone, pur di perdere peso, sacrificano la propria salute e il proprio benessere distorcendo a tal punto la propria alimentazione da arrivare a soffrire, nel peggiore dei casi, di veri e propri disturbi alimentari quando non a far dipendere il proprio valore personale dal controllo che riescono ad esercitare sul cibo.

QUESTA NON è SALUTE !!!

Se da tempo non riuscite a seguire una dieta, avete sviluppato sentimenti di colpa e disistima verso voi stessi a causa della vostra alimentazione fino al punto di sentirvi disperati e incapaci, probabilmente siete vittime della diet culture.

Non è cambiando l’ennesima dieta che potrete uscire da questo circolo vizioso.

Ora che sapete di cosa si tratta, però, potreste cominciare ad accorgervi dei messaggi che vi circondano (e che voi stessi vi raccontante) e diventare più consapevoli che quella seguita finora non è la strada giusta.

Siete sempre in tempo per cambiare!

“Magro” non è uguale a “salute”;

“Grasso” non è uguale a “fallito”

“perdere peso” non è uguale a “essere bravi, in salute”

“controllare tutto ciò che si mangia” non è uguale a “benessere”

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