Nutraceutica nella terapia dell’obesità

Come promesso, dopo aver parlato di terapia farmacologica per l’obesità, vi propongo un articolo sui nutraceutici ovvero sugli alimenti, o loro parti, che presentano effetti benefici sulla salute.

Prima di addentrarci nella presentazione di questi prodotti che uniscono proprietà nutritive a proprietà “curative”, occorre premettere che il loro impiego, assieme a quello degli integratori alimentari, può coadiuvare la modificazione terapeutica dietetico-comportamentale al fine di migliorare il peso e le manifestazioni metaboliche correlate.

Da questo punto di vista, i meccanismi con cui i nutraceutici possono coadiuvare il calo di peso sono principalmente la stimolazione del metabolismo basale, l’inibizione del senso della fame e l’inibizione/rallentamento di digestione e assorbimento di glucidi/lipidi.

Va precisato, tuttavia, che i nutraceutici non hanno effetti tali da poter mascherare una non adesione della persona con obesità/sovrappeso alle prescrizioni comportamentali. Semmai, l’effetto è quello di accelerare il conseguimento dei risultati e stimolare l’aderenza a uno stile di vita più salutare.

Ma vediamo subito quali sono i principali nutraceutici in commercio in Italia, così come descritti dalle linee guida promosse dalla Società Italiana dell’Obesità.

Nutraceutici stimolanti il metabolismo basale

The verde, Epigallocatechingallato e Caffeina

Il the verde è ricco di principi attivi fra cui la caffeina e i polifenoli, e fra questi in particolare l’epigallocatechinagallato (EGCG) che sembra essere il più metabolicamente attivo. La caffeina e le catechine possiedono infatti effetti termogenici e possono stimolare l’ossidazione dei grassi. Attenzione però alle trovate commerciali che pubblicizzano il the verde come bevanda che indice il calo ponderale. Le evidenze attuali mostrano solo un modesto aumento della spesa energetica e dell’ossidazione dei grassi oltre ad una riduzione dell’assorbimento intestinale dei grassi. Gli studi suggeriscono una quantità di EGCG di 300 mg/die ma dato che una tazza di the contiene all’incirca 90 mg di EGCG, occorrerebbe berne 4-5 tazze al giorno. Alla luce di ciò sembrerebbe più opportuno l’utilizzo di preparati farmaceutici contenenti dosi standardizzate di EGCG e caffeina.

Citrus aurantium

L’estratto di aramcio amaro (Citrus aurantium), con il suo componente attivo p-Sinefrina, sono ampiamente utilizzati nei prodotti per la gestione del peso corporeo. La p-Sinefrina agisce su diversi recettori adrenergici e serotoninergici con conseguente effetto di aumento della lipolisi e aumento della spesa energetica basale. Gli studi mostrano che l’assunzione di p-Sinefrina incrementa il metabolismo basale se assunto per periodi di tempo fino a 12 settimane. La somiglianza strutturale della p-Sinefrina con l’efedrina (prodotto ritirato dal commercio dalla FDA), fa si che la stessa meriti di essere sottoposta a ulteriori prove di efficacia e sicurezza. Nonostante questo, l’uso dell’estratto di Citrus aurantium, da solo o in combinazione con caffeina e catechine, non sembra produrre effetti avversi significativi a livello cardiovascolare.

Capsaicina

La capsaicina è un composto chimico particolarmente presente in piante del genere Capsicum (ad esempio nel peperoncino piccante). La capsaicina, nello specifico, è la molecola responsabile della pungenza del peperoncino. Essa stimola il sistema simpatico che media gli effetti termogenici e anoressizzanti. Alcuni studi ne sottolineano anche l’effetto sull’aumento del dispendio energetico e sull’ossidazione dei grassi con riduzione significativa dei livelli del tessuto adiposo addominale. In particolare è stato osservato che il consumo capsaicinoidi aumenta il dispendio energetico di circa 50 kcal/giorno, il che produrrebbe livelli clinicamente significativi di perdita di peso in 1-2 anni di somministrazione continuativa. La supplementazione con capsaicina determina anche una riduzione dell’appetito e dell’intake calorico, una minore riduzione del dispendio energetico che normalmente si associa a una dieta ipocalorica. Questi effetti possono posticipare l’insorgenza di resistenze nel dimagrimento e facilitare il mantenimento del peso corporeo.

Nutraceutici insulino sensibilizzanti

Cissus quadrangularis

Si tratta di una pianta dell’India e dell’Africa di cui si usa normalmente l’estratto. Gli studi clinici condotti su soggetti africani mostrano che gli estratti di Cissus, da solo o in combinazione con altri ingredienti, sono efficaci nella perdita di peso e nella regolazione della glicemia e dei lipidi probabilmente per un miglioramento della sensibilità insulinica.

Curcumina

La curcumina è estratta dai rizomi della Curcuma longa che appartiene alla famiglia delle piante dello zenzero. Gli studi clinici condotti sull’uso della stessa hanno mostrato effetti su: prevenzione della sindrome metabolica, intolleranza ai carboidrati, diabete mellito, obesità in soggetti con insulino-resistenza. I risultati finora ottenuti non sono conclusivi in quanto non si conosce ancora una dose ottimale di consumo né il tempo ideale del trattamento. Tuttavia dati gli effetti insulino-sensibilizzanti e antinfiammatori, nonchè l’ottima tollerabilità, si giustifica una forte raccomandazione all’impiego.

Inibitori nutraceutici del senso della fame

Le fibre

Un supplemento di fibre solubili pre-pasto riduce in modo dose-dipendente il senso di fame e prolunga quello di sazietà. Tale effetto si associa al miglioramento della glicemia e a un miglior assetto lipidico. Quanto ai tipi di fibre maggiormente studiate troviamo: lo psillio micronizzato, il guar depolimerizzato, le pectine, i semi di lino, la fibra di avena, la segale e gli spinaci.

Peptidi e aminoacidi

Anche i peptidi sembrano avere effetto nel prolungare il senso di sazietà. La varietà di tipologie e dosi studiate, tuttavia, fa si che sia difficile fornire indicazioni precise per un loro utilizzo.

Nutraceutici inibitori della digestione e/o dell’assorbimento di carboidrati e lipidi

Glucomannano

Si tratta di una fibra alimentare idrosolubile, fermentabile, derivata dalla radice della pianta di Konjac. Questo polisaccaride è in grado di assorbire molta acqua e di arrivare integro nel colon in cui sarà poi fermentato. La sua azione si svolge soprattutto sull’aumento del senso di sazietà attraverso una maggiore masticazione, un ritardato svuotamento gastrico e una riduzione del transito nel piccolo intestino. Inoltre il glucomannano riduce l’assorbimento di grassi e proteine. Per quanto riguarda gli effetti sul calo di peso i risultati sono eterogenei per cui si può dire che il glucomannano può contribuire al calo di peso se associato a un trattamento dietetico ipocalorico e all’attività fisica.

Chitosano

Il chitosano è in grado di impedire l’assorbimento dei grassi nel lume intestinale. Tuttavia, dai dati finora disponibili, sembra che il suo effetto sul peso corporeo sia minimo e tale da non incoraggiarne l’utilizzo.

Nutraceutici e fitoterapici SCONSIGLIATI

L’impiego di sostanze vegetali ad azione diuretica ( ortosiphon, ortica, mais, ecc.) o lassativa (senna, cascara, boldo, ecc.) nonchè alcune sostanze ricche in iodio (es. alghe marine) comunemente incluse in integratori multicomponenti finalizzati al controllo ponderale NON sono supportati da alcuna evidenza scientifica di efficacia. Hanno, al contrario, potenziali effetti negativi nel medio-lungo termine.

Criticità nell’impiego dei nutraceutici nei pazienti con obesità/sovrappeso

La popolarità dei nutraceutici per la gestione del sovrappeso è in crescita e una vasta gamma di rimedi è disponibile in farmacia. Tuttavia le prove scientifiche esistenti sono per molti di essi insufficienti sia per l’efficacia, sia per raccomandarne un sicuro utilizzo. Diventa quindi indispensabile porre attenzione all’irrazionalità scientifica dell’auto-medicazione. Infatti, la stessa, può comportare spese ingiustificate ma, soprattutto, potenziali danni alla salute e ritardo nella corretta impostazione di terapie efficaci.

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