WORLD OBESITY DAY 2019 – Mini-guida all’obesità

L’11 ottobre ricorre il World Obesity Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione e alla prevenzione dell’obesità e del sovrappeso.

Purtroppo, le statistiche ci dicono che l’obesità è una condizione sempre più diffusa: in Italia 1 persona su 3 è in sovrappeso e oltre il 66,4 % delle persone con diabete di tipo 2 è anche sovrappeso o obeso.

Con l’articolo di oggi cercherò di rispondere ai principali quesiti che riguardano l’obesità in modo da fornire una piccola guida, sicuramente non esaustiva ma indubbiamente chiara e utile, al cittadino che voglia conoscere meglio questa patologia e come affrontarla.

 

  • Che cos’è l’obesità?

L’obesità è una patologia cronica ad etiopatogenesi complessa; ciò significa che i

vari fattori che la determinano sono in rapporto tra loro secondo equazioni che rendono imprecisa la previsione degli esiti.

Questi fattori interagiscono e si adattano all’ambiente ed alla cultura ed evolvono nel tempo. È pertanto improbabile che si pervenga ad una efficace strategia terapeutica monodirezionale nel lungo termine.

  • Quali sono le cause dell’obesità?

L’obesità è così complessa da essere oggi considerata un gruppo eterogeneo di condizioni con cause multiple. Il peso è determinato infatti dall’interazione multipla e complessa di fattori genetici, comportamentali e ambientali che agiscono attraverso la mediazione fisiologica dell’introito calorico e del dispendio energetico.

  • Quali sono le complicanze legate all’obesità?

L’obesità è una malattia che spesso si accompagna a comorbidità, ossia alla presenza di altre malattie, in quanto l’eccesso di tessuto adiposo nell’organismo influenza negativamente la buona funzionalità di molti distretti corporei. La patologia più frequentemente correlata all’obesità è sicuramente il diabete mellito di tipo 2, che si manifesta in età adulta. Circa il 30% dei soggetti obesi sviluppa il diabete. Abbiamo poi la sindrome metabolica, la cui diagnosi viene basata sulla misurazione di alcuni semplici parametri (circonferenza vita, BMI, trigliceridi, colesterolo HDL, pressione arteriosa, glicemia) e che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di cardiopatia ischemica, infarto del miocardio e ictus cerebrale. Inoltre possono essere riscontrate patologie quali la steatosi epatica (la quale si verifica per accumulo nel fegato di grassi), le apnee notturne (caratterizzate da interruzioni del respiro durante il riposo notturno) e disturbi a carico del sistema muscolo-scheletrico (osteoartrosi, ernie discali). Infine è bene ricordare che alcuni tumori si sviluppano con maggiore frequenza nelle persone affette da obesità come per esempio quello del colon-retto, dell’esofago e della tiroide.

  • Come si affronta l’obesità?

A seconda del livello di gravità della patologia (che va dal sovrappeso fino all’obesità di 3° grado) si prospettano interventi a scalare che vanno dalla chirurgia, all’intervento farmacologico, per arrivare alla modificazione dello stile di vita il quale è sempre consigliato.

  • La dieta è la soluzione giusta per perdere peso?

No; le diete sono soluzioni temporanee mentre l’obesità è un problema cronico per cui, per affrontare efficacemente la malattia, è necessario un cambiamento che coinvolga lo stile di vita in maniera più ampia ed a lungo termine.

  • Come faccio a sapere se sono obeso?

Non esiste un modo univoco per rispondere a questa domanda. Esistono infatti numerose modalità per stimare la presenza di grasso corporeo e il livello di gravità della condizione di obesità. Di seguito puoi trovare una modalità di valutazione fra le più semplici in assoluto: il calcolo del BMI (Body Mass Index). Tale indice, rispetto al valore che puoi ottenere semplicemente pesandoti sulla bilancia, consente di stimare con maggiore precisione la presenza di grasso corporeo ed ha il vantaggio di essere uno fra i valori più utilizzati per la valutazione del grado di obesità per cui, una volta calcolato, potrai facilmente consultare la tabella per l’individuazione della tua categoria di peso.

Ma vediamo come si calcola:

Il BMI si ottiene dividendo il peso in chili per il quadrato dell’altezza espresso in metri.

Ad esempio, se sei alto 1,78 metri e pesi 87 kg il tuo BMI sarà pari a: 87 (kg) / (1,78)2 (m)2 = 27.

Consultando la tabella, scoprirai quindi che tale BMI corrisponde a una condizione di sovrappeso (vedi sotto).

 

BMI                 Categoria di peso                  Livello di rischio

<18,5               sottopeso                                Complicazioni legate alla denutrizione

18,5 – 24,9      normopeso                             Normale

25,0 – 29,9      sovrappeso                             Aumentato

30,0 – 34,9      obesità di classe I                   Moderato

35,0 – 39,9      obesità di classe II                  Serio

>40                  obesità di classe III                 Molto serio

Fonte: Report of WHO. Consultant on obesity (1997). Geneva: World Health Organization.

 

  • Quanto peso devo perdere per stare meglio?

Gli studi ci informano del fatto che una modesta perdita di peso, corrispondente al 5-10% del peso iniziale, è sufficiente a migliorare lo stato globale di salute. Tale obiettivo dovrebbe essere perseguito attraverso un cambiamento dello stile di vita il quale può essere realizzato mediante l’intervento su 3 fattori fondamentali: alimentazione, livello di attività fisica, educazione terapeutica.

  • Quando è consigliabile ricorrere alla chirurgia bariatrica?

La chirurgia bariatrica, ovvero la chirurgia dell’obesità, può venire in aiuto di quei pazienti che soffrono di una condizione di obesità grave e di una storia del peso peculiare. Secondo le linee guida stilate a livello nazionale la chirurgia bariatrica può essere presa in considerazione se sussistono le seguenti condizioni:

  • BMI >40 kg/m2 (o BMI >35 kg/m2 se in presenza di comorbidità associata);
  • Età compresa fra i 18 e i 60 anni;
  • Obesità di durata superiore ai 5 anni;
  • Dimostrato fallimento di precedenti tentativi di perdere peso e/o di mantenere la perdita di peso con tecniche non chirurgiche;
  • Piena disponibilità ad un prolungato follow-up post operatorio;

 

  • Come mai è così difficile perdere peso?

Le ricerche dimostrano che una volta raggiunto lo stato di obesità, i pazienti sono raramente in grado di tornare a un peso normale e di mantenerlo a lungo termine. Questo fenomeno è dovuto al fatto che il corpo esercita un controllo omeostatico sull’accumulo di grasso per cui, in risposta alla riduzione delle calorie (per esempio quando si fa una dieta), il consumo energetico viene diminuito attraverso il rallentamento del metabolismo e una spontanea riduzione dell’attività fisica. In seguito a periodi di dieta o digiuno i meccanismi neurochimici si attivano allo scopo di mantenere il peso.

  • Come funziona la terapia farmacologica per l’obesità?

Il ruolo della terapia farmacologica nell’obesità è di supportare gli altri interventi terapeutici (rieducazione alimentare, incremento dell’attività fisica, modificazione dello stile di vita). Secondo le linee guida i farmaci sono indicati in soggetti con BMI >30 oppure con BMI >27 se in presenza di altri fattori di rischio o di altre patologie correlate all’obesità. Il costo dei farmaci prescrivibili attualmente in commercio in Italia (Orlistat e Liraglutide) sono piuttosto elevati ed a completo carico del paziente. L’Orlistat agisce riducendo l’assorbimento dei grassi a livello gastrointestinale e può essere assunto per un periodo di tempo non superiore a 6 mesi continuativi. Il Liraglutide, invece, elimina in maniera maggiore il grasso viscerale, regola l’appetito, aumenta la sensazione di sazietà e pienezza ed è somministrato attraverso iniezioni sottocutanee (a differenza di Orlistat).

 

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