Regalo di Natale 2018! – Mini-programma “La fame del cuore: quando le emozioni richiedono cibo – FASE 3

Ci siamo!

Siamo finalmente giunti alla terza ed ultima fase del mini-programma che ti aiuterà a gestire meglio quelle emozioni che, solitamente, ti portano a mangiare in eccesso.

In questa fase ti invito finalmente a passare all’azione!

Se nelle prime fasi ti sei infatti focalizzato sullo “studio”, per così dire, del problema, adesso è giunto il momento di agire per poter apportare dei concreti cambiamenti sul tuo comportamento.

Molte persone che hanno un cattivo rapporto con il cibo, cercano infruttuosamente di porvi rimedio semplicemente “pensandoci su”. Così facendo, credono di poter scovare quel cavillo che non gli permette di vivere in modo sereno ma, in realtà, questo non è sufficiente nella maggior parte dei casi.

Innanzitutto, come ti sarai accorto se hai letto e messo in pratica le istruzioni delle prime due fasi del mini-programma, ci sono diverse qualità del pensare…non basta, insomma, rimuginare ore ed ore su un problema per scioglierne i nodi. Ma, soprattutto, se tutto il nostro impegno di concentra solo sul lavoro cognitivo (sui pensieri, appunto) e non si trasforma poi in piano d’azione, non si otterrà nulla di fatto.

Ecco perché, in quest’ultima fondamentale fase che ho chiamato “affronto le emozioni senza cibo”, ti propongo di metterti alla prova.

Questa volta i file che ti consegno sono due:

  1. Una scheda di monitoraggio che ti servirà per valutare quanto successo riscontri nel gestire le emozioni senza cibo;
  2. Un allegato in cui ti segnalo numerose strategie che ti aiuteranno a superare il momento di tensione emotiva che starai affrontando.

Come procedere?

  • Per prima cosa dovrai scegliere l’emozione sulla quale lavorare. Per far questo dovrai riguardare la lista che avevi compilato in fase 2 e selezionare l’emozione che, sulla base delle tue osservazioni precedenti, ti crea minori difficoltà.
  • Sceglierai a questo punto almeno 1 strategia dall’elenco “allegato” (meglio ancora sceglierne 2 o addirittura 3 per avere dei piani di riserva”) che ti impegnerai ad adottare nel momento in cui l’emozione di tuo interesse sopraggiungerà nella tua giornata.
  • Non ti resta che passare all’azione! Non appena l’emozione farà capolino, potrai affrontarla con la prima delle strategie da te scelte. Nel farlo ti chiedo di tirare fuori tutto il tuo impegno affinché tu possa veramente capire se la strategia selezionata è quello che fa per te. Per capirlo ti sarà d’aiuto la scheda di monitoraggio; troverai infatti un’apposita sezione in cui segnare, su una scala da 0 a 10, quanto si è ridotta l’emozione in seguito all’azione che hai deciso di intraprendere.

Facile, no?

Naturalmente, pur avendoti fornito degli utilissimi spunti di partenza, ti ricordo che potrai (leggi: dovrai ;-)) arricchire la lista con tutte le strategie che ti potrebbero essere utili.

Ricorda! Non smettere mai di cercare quello che ti fa stare meglio: non siamo tutti uguali! E ancora: non essere prevenuto rispetto a strategie che ti possono sembrare lontane dal tuo modo di essere, provare per credere! Infine: non è detto che una strategia “inefficace” nello stemperare l’intensità di una certa emozione, non sia valida per un’emozione differente. Valuta quindi, caso per caso, situazione per situazione, cosa è meglio per te.

Prima di salutarci vorrei precisare un’ultima cosa, molto importante. Questo mini-programma è uno strumento veramente efficace che, seguito in modo corretto,  potrà darti grandi risultati ma ricorda sempre che nessun programma, per quanto ben realizzato, può sostituire un percorso individualizzato con lo psicologo alimentare.

Se è vero che molte persone possono raggiungere un maggiore benessere anche con  strumenti semplici, è vero anche che alcune situazioni possono essere “sbloccate” solo dopo una più approfondita analisi condotta con uno psicologo esperto, di persona o via Skype (che oggi rappresenta una preziosa risorsa per chi non vuole rinunciare a scegliere il professionista che più gli ispira fiducia solo perché lontano da casa).

Non preoccuparti, dunque, se ti sembrerà di rientrare in quella percentuale di utenza che non trae beneficio da programmi come questo. Nulla di strano. Chi si occupa di  psicologia ha il dovere di sottolineare sempre la preziosità dell’essere tutti diversi e di avere, per questo, bisogni differenti.

Ora che le feste sono alle porte, non mi resta che porgerti i miei migliori auguri, sicura che quando deciderai di affrontare i tuoi spettri, avrai un aiuto in più.

Auguri !

LA FAME DEL CUORE – fase 3 

LA FAME DEL CUORE- ALLEGATO

 

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