Avanzi di cibo: non dire a te stesso che sei spazzatura

Quello degli avanzi di cibo è un tema piuttosto complesso poiché, a seconda del punto di vista che utilizziamo, si aprono di fronte a noi scenari etici, morali, ecologici, educativi, economici e via discorrendo.

Da sempre, nel mio blog, affronto i diversi temi di cui scelgo di parlavi da un punto di vista psicologico e, ancor più nello specifico, mi rivolgo a coloro che hanno reali e concreti problemi con l’alimentazione, il peso in eccesso e la propria immagine.

Ci tengo a fare questa premessa poiché non voglio urtare la sensibilità di coloro che portano in alto la bandiera ecologista o quella etica o qualsiasi altro vessillo; tutti equamente degni di rispetto.

Partendo da questo presupposto e assumendo, quindi, che i consigli di oggi sono rivolti ai lettori che combattono strenuamente contro i chili di troppo e la cui vita risulta, in minima o larga parte, compromessa a causa del peso corporeo, vorrei mandare un messaggio importante: buttate via gli avanzi di cibo!

Una regola apparentemente semplice che spesso si scontra con resistenze educative e morali interiorizzate fin dalla tenera età.

Quanti di voi si sono sentiti dire almeno una volta nella vita la celebre frase:

“Mangia! non lo sai che nel terzo mondo i bambini muoiono di fame?!”.

Ecco, con tutto il rispetto per colui o colei che vi hanno cresciuto ripetendovi incessantemente queste parole, spero che abbandoniate al più presto l’abitudine di pulire il piatto ignorando il vostro senso di sazietà, solo per sfuggire al senso di colpa e alla vergogna.

Purtroppo, e ripeto purtroppo, mangiare in eccesso non aiuta la gente che muore di fame in nessuna parte del mondo.

Significa che da domani diventerete tutti spreconi di cibo?

Assolutamente no!

L’obiettivo per coloro che hanno un serio problema con l’alimentazione eccessiva è di programmare i pasti e, di conseguenza, fare la spesa in una maniera che consenta di non produrre avanzi. 

Nel concreto ciò si può tradurre nell’acquisto di confezioni mono-porzione, nell’evitare di fare scorte eccessive assecondando le più svariate scuse, nel cucinare i pasti volta-per-volta o, qualora si abbia meno tempo a disposizione per motivi di lavoro o di organizzazione familiare, nel cucinare anticipatamente più pasti ma nel suddividerli in contenitori singoli mono-porzione, nel fare un elenco dettagliato della spesa non solo per quanto concerne la qualità dei cibi da acquistare ma specificando anche la quantità, ecc.

E se il cibo avanza lo stesso?

Beh, se seguendo tutte le indicazioni riguardo a come evitare di avere avanzi, vi capita di essere sazi prima del previsto, non rimane che utilizzare il cestino dei rifiuti.

Sì, perché buttare il cibo avanzato sarà anche brutto ma voi non siete una spazzatura. La verità è che il cibo extra andrà comunque sprecato: o nel vostro corpo o nel recipiente dell’umido. 

In più, se siete particolarmente attenti agli sprechi e possedete creatività a sufficienza, non è detto che il cestino debba essere una scelta obbligata. Se siete certi che gli avanzi non rappresentino una tentazione alla quale rivolgersi nei momenti di difficoltà, potreste riutilizzarli per dare vita a una una nuova pietanza da consumare al pasto successivo o da lasciare come pranzo per il lavoro o per l’università ad un altro componente della famiglia.

Insomma, ogni scelta è buona purché non comunichiate a voi stessi che dei semplici avanzi di cibo valgono più della vostra salute fisica e mentale.

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