Diamo un senso alle emozioni negative

Ed eccoci qui; dopo aver parlato di emozioni e di reazioni secondarie alle emozioni, oggi vi propongo un breve ed utile esercizio per farvi riflettere sul significato delle emozioni negative. Anche se, come abbiamo già detto nell’articolo precedente, tutte le emozioni, anche quelle positive, possono essere vissute con disagio quando sono troppo intense, sulle emozioni negative esiste una maggiore tendenza al giudizio ed è per questo che l’esercizio si concentrerà proprio su queste ultime.

Prendi carta e penna…

Scrivi una classifica partendo dal numero 1. e arrivando al numero 10. in senso verticale sul foglio che hai davanti.

Adesso leggi e rifletti attentamente sulle 26 emozioni che ti elencherò di seguito:

impazienza, tristezza, collera, rancore, amarezza, colpevolezza, imbarazzo, rimpianto, disprezzo, panico, apprensione, odio, insoddisfazione, vergogna, invidia, esasperazione, rabbia, risentimento, fastidio, paura, delusione, gelosia, frustrazione, ansia, disgusto, angoscia

Bene; ora, tenendo davanti questo elenco, riporta nella tua classifica le emozioni che provi con maggiore frequenza riportandole in ordine di importanza (al primo posto scriverai quella che avverti più spesso e via di seguito fino alla numero 10. che sarà quella che avverti con minor frequenza ma che pensi faccia comunque parte del tuo bagaglio emotivo).

Non è finita qui…

Adesso, in base alla tua classifica, riscriverai un elenco a 10 punti in cui dovrai fornire, per ciascuna delle emozioni che hai selezionato, un opportuno significato. Ti faccio un esempio:

La paura mi serve a: (per esempio) agire con prudenza.

La tristezza mi serve a: (per esempio) riflettere su cosa è necessario cambiare

Hai capito? Perfetto! Adesso quindi scrivi il tuo elenco in questo modo:

1. ……………………………mi serve a: ………………………………….

2……………………………..mi serve a: ………………………………….

3………………………………mi serve a: …………………………………

……………………………………….

10. ……………………………mi serve a: …………………………………

Trova per ogni emozione negativa una funzione che ne riveli l’utilità e il diritto di esistere nella tua vita come portatrice di un messaggio prezioso. La prossima volta che percepirai una di queste emozioni, saprai qual è la sua utilità e ascolterai con maggiore attenzione ciò che è lì per dirti. Questo semplice esercizio ti aiuterà, in buona sostanza, ad aumentare l’accettazione della tua parte emotiva, un aspetto della vita psichica che molti di noi tendono a rifiutare poiché spesso ritenuto apparentemente incomprensibile e poco collaborativo con gli obiettivi che ci poniamo. Le emozioni, invece, hanno molto da dirci, da insegnarci; dargli un nome e una giusta collocazione può fare davvero la differenza. Se non puoi battere il tuo “nemico”, allora diventa un suo alleato.

 

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