Ma se ho davvero fame? Cosa fare per resistere ai fuori pasto non programmati

Molte volte, nel corso dei passati articoli, ci siamo concentrati sulla gestione della fame emotiva, una fame che non ha le caratteristiche della fame fisiologica ma che, a ben vedere, si accompagna ed è scatenata dalla nostra valutazione degli eventi. Ci sentiamo tristi: mangiamo; siamo al settimo cielo per un risultato raggiunto: festeggiamo mangiando; abbiamo litigato con una persona importante: ci strafoghiamo di cibo, e così via…

Ci sono casi, però, in cui la fame è tutt’altro che emotiva. Lo stomaco brontola, ci si sente piuttosto privi di energie, sono trascorse già diverse ore dall’ultimo pasto e dunque non si vede l’ora di mettere qualcosa fra i denti. Imparare a gestire anche questo tipo di fame, soprattutto all’inizio di un programma alimentare ipocalorico è importante per non mollare tutto alla prima difficoltà. E’ specialmente all’inizio, infatti, che il cambiamento di alimentazione deve essere ancora accettato dal corpo che, con i suoi potenti segnali, cercherà di indurci a mangiare le stesse quantità alle quali è abituato.

Ebbene, quando un piano alimentare è stato ben calibrato da un professionista sulle nostre esigenze, e siamo quindi certi che le calorie apportate siano quelle giuste per noi, quello su cui possiamo lavorare è semplicemente la nostra tolleranza alla fame. In molte persone che per anni sono state sovrappeso od obese, la tolleranza della fame è veramente scarsa. Non sto parlando, e non mi sembrerebbe corretto farlo, di resistere ad ore ed ore di digiuno, questo proprio non va bene; mi riferisco invece alla capacità di tollerare quell’appetito che può insorgere fra un pasto e l’altro durante la giornata. Per coloro che hanno sofferto di problemi di peso eccessivo per la maggior parte della loro vita, è scelta saggia seguire un programma alimentare basato su 3 pasti ed almeno 1 spuntino (a metà pomeriggio) ma, ancora meglio, sarebbe suddividere i pasti in 5 momenti: 3 pasti principali e 2 spuntini (a metà mattina ed a metà pomeriggio). Questo stratagemma viene incontro a coloro che mal tollerano l’idea di rimanere troppe ore senza mangiare. In alcuni soggetti, una simile esperienza, genera di per se un livello di ansia che può rendere probabile una scivolata. E’ naturale che lavorare su questo problema sia doveroso all’interno di un programma di supporto al paziente. Anche in questo caso, tuttavia, vi fornirò 3 consigli utili a gestire la fame fisiologica fra un pasto e l’altro quando la vostra ansia si mantiene a un livello accettabile:

  1. Respirate! Quando il senso di fame comincia a farsi sentire, in breve tempo sembra aumentare di intensità e, per molti, può diventare insopportabile quasi istantaneamente. Quando ciò accade, cercate di staccare per un attimo i pensieri che vi ripetono con insistenza che “dovete mangiare”, “è ora di mangiare”. Fate almeno quattro-cinque respiri profondi, se preferite ad occhi chiusi, e vedrete che avrete acquisito una maggiore calma che vi aiuterà a seguire i successivi consigli;
  2. Distraetevi! Lo abbiamo già detto…quando abbiamo un bisogno, una necessità ma anche un desiderio, siamo tesi a soddisfarlo. Avere fame ci porterà a ricercare del cibo ma se, astutamente, inganniamo la mente con qualcosa di più attraente del mangiare, soddisfare quella nuova esigenza soppianterà la prima. Createvi quindi un elenco di attività che possano stimolare la vostra attenzione e riempire il tempo fino al prossimo pasto.
  3. La fame non è un’emergenza! Siamo sinceri: quanto tempo potrà mai passare fra un pasto e l’altro? se suddividerete la vostra alimentazione in 3 pasti principali e 2 spuntini  (cosa che vi consiglio caldamente di fare), l’attesa dovrebbe attestarsi all’incirca sulle 3-4 ore. Considerando che solo 20 minuti a partire dalla fine del pasto sono necessari per percepire la sazietà, quanto credete che possa essere difficile resistere per altre 3 ore e mezza? Se avete fame, ed è possibile se l’abitudine al nuovo regime alimentare non è ancora stata instaurata, non allarmatevi! Le persone, in reali circostanze di emergenza, sono in grado di sopravvivere a molte ore di digiuno. Ricordate quindi a voi stessi che, senza dubbio, potete farcela! il prossimo pasto non è mai così lontano.

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