Dalla scivolata alla perdita totale del controllo: scopriamo insieme la dissonanza cognitiva

Il concetto di dissonanza cognitiva è stato introdotto dallo psicologo statunitense Leon Festinger nel 1957. Si tratta di una teoria nata per spiegare in che modo le persone esercitano la loro naturale tendenza a ricercare coerenza tra comportamenti e atteggiamenti, ovvero, in modo più semplice, tra ciò che dicono e ciò che fanno. La presenza di incoerenza fra ciò che si fa (azione) e le proprie convinzioni interiori, secondo l’autore, genera quella che da lui viene definita “dissonanza”, uno stato di disequilibrio che costringe l’individuo a ristabilire coerenza in uno dei seguenti modi: riallineando l’atteggiamento sul comportamento o il comportamento sull’atteggiamento. Se, per esempio, la nostra convinzione è che “il fumo fa male” ma il nostro comportamento fa di noi dei fumatori, abbiamo due scelte per ridurre questa dissonanza: convincerci che il fumo non è poi così dannoso (l’atteggiamento viene riallineato al comportamento) o smettere di fumare (il comportamento viene riallineato all’atteggiamento). Il discorso naturalmente vale per tutte le credenze che fanno parte del nostro sistema interno (voler dimagrire e mangiare dolci, essere onesti e non pagare le tasse, ecc.). Il motivo per cui oggi vi parlo di questo concetto è che si tratta di un meccanismo alla base del passaggio dalla scivolata alla ricaduta. Ricordiamo a tal proposito che mentre la scivolata viene descritta come un singolo evento di trasgressione alimentare che, di per sé, non implica la ricaduta del soggetto, la ricaduta stessa è un processo che dura nel tempo e che può portare al definitivo abbandono del programma. Ebbene quando il comportamento alimentare disinibito di un soggetto che sta seguendo un programma per il controllo del peso entra in dissonanza con l’obiettivo di seguire un’alimentazione bilanciata e povera di grassi, questo stato conflittuale viene accompagnato da sensi di colpa e frustrazione i quali, a loro volta, creano i presupposti per comportamenti mirati alla riduzione della dissonanza. Accade quindi che, a seguito dell’episodio di trasgressione del regime alimentare, l’individuo restringa ancora di più e in modo drastico la sua alimentazione, creando i presupposti per una successiva ricaduta anche se col fine, comprensibile, di riportare equilibrio fra le sue convinzioni ed il suo comportamento. Aumentando le possibilità di ricaduta che normalmente si accompagnano ad un’eccessiva restrizione dietetica, il soggetto non fa altro che accumulare scivolate su scivolate alimentando i sensi di colpa e obbligandosi a rivalutare le propri cognizioni per dare un senso al proprio modo di comportarsi. Sarebbe estremamente difficile, infatti, continuare a “sgarrare” rimanendo fedeli alle proprie convinzioni che seguire un programma alimentare ipocalorico sia la scelta giusta. Cosa succede quindi? quando le trasgressioni alimentari si accumulano, i pensieri del soggetto iniziano a modificarsi e il dialogo interno, teso a ridurre la dissonanza, suona più o meno in questo modo: “non si può vivere senza il piacere del cibo”, “non sono proprio in grado di controllarmi, tanto vale che ricominci a mangiare tutto quello che voglio”, dando quindi il via libera all’alimentazione incontrollata che, in questo caso, appare in perfetta sintonia con il cambiamento di atteggiamento sopraggiunto. Come si può fare, allora, per sfuggire a questo pericoloso circolo vizioso? La risposta è semplice: fronteggiando la situazione con adeguate risposte di coping ovvero attraverso la messa in atto di risposte cognitive e comportamentali che mettono l’individuo nelle condizioni di far fronte ad una situazione ad alto rischio senza sperimentare la perdita di controllo. Queste risposte sono esplorate assieme al soggetto che vuole perdere peso nel corso dei programmi cognitivo-comportamentali adeguatamente strutturati per la cura dell’obesità e del sovrappeso. Per interrompere il circolo vizioso che vi ho appena illustrato, tuttavia, posso farvi un esempio di strategia efficace che può aiutarvi sin da subito: quando avete una scivolata, evitate di restringere, o eliminare del tutto, il/i pasto/i successivo/i. Riprendete semplicemente il programma da dove lo avete lasciato, come se nulla fosse successo. Dite a voi stessi che non è accaduto nulla di grave e che vi rimetterete da subito in carreggiata riprendendo, come da programma, dal pasto successivo.

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