Parlando di mantenimento, 4 campanelli d’allarme per evitare le ricadute

Seguendo una dieta bilanciata, svolgendo un’attività fisica regolare  e imparando le strategie cognitivo-comportamentali necessarie ad affrontare i problemi che si affacciano durante il percorso di dimagrimento, si arriva, dopo circa 6 mesi, alla tanto agognata fase di mantenimento. Se hai una lunga storia di sovrappeso/obesità alle tue spalle, sai bene che in questa fase, molto spesso, la mancanza di precise indicazioni da seguire rispetto all’alimentazione e la stanchezza mentale derivante dal lungo periodo di dieta intrapresa, porta al fallimento totale ed al riacquisto dei chili persi. Questo capita, solitamente, per due motivi: il primo è che, una volta finita la dieta, si torna a mangiare come prima ed, evidentemente, ad introdurre troppe calorie in eccesso; il secondo, all’opposto, deriva dalla paura di riprendere il peso perduto e  consiste nel proseguire ad oltranza la dieta fino a che, presi dal senso di deprivazione, non si finisce con il mandare tutto all’aria. D’altra parte, diciamolo pure in tranquillità, chi potrebbe rimanere a dieta per tutta la vita? Se rimanere magri significasse alimentarsi in modo ristretto per sempre, saremmo tutti sovrappeso. Ma non è di come funziona il mantenimento ciò di cui parleremo oggi; bensì vedremo quali sono i “campanelli d’allarme” che dovremmo ascoltare per evitare le ricadute.

Prima di elencarvi i 4 campanelli, vorrei tuttavia aiutarvi ad operare un’importante distinzione: quella fra scivolata e ricaduta. Abbiamo già parlato in un precedente articolo della tendenza del soggetto obeso a ragionare secondo la logica del “tutto o nulla”; secondo questa tendenza, un pensiero tipico è il seguente: “o riesco a seguire il programma ogni giorno, oppure tanto vale mollare la dieta”. Ebbene quella che, secondo la logica appena menzionata, potrebbe sembrare una ricaduta, ovvero il mangiare troppo in occasione di un pasto od il saltare una seduta di attività fisica, non è altro che una semplice scivolata. Quando si verificano certe situazioni, il perfezionismo della persona in sovrappeso, può emergere con tutto il suo potenziale catastrofico, facendo credere di aver “rovinato tutto” e di non poter rimediare all’errore in quanto sintomo della propria incapacità. Per questo motivo, dunque, è bene sottolineare che una ricaduta non equivale all’avere un passeggero momento di crisi. La ricaduta è un processo che dura nel tempo, non equivale ad un momento preciso. In tal senso, occorrono numerose e ripetute scivolate perché si possa parlare di ricaduta. Accade generalmente in periodi particolarmente stressanti e di tensione emotiva ma può essere controllata, così come la scivolata. Vediamo, quindi, quali segnali dovrebbero farci capire che è il momento di correre ai ripari:

  1. Comportamento alimentare deteriorato: i vostri pasti non sono più in linea con quanto vi è stato consigliato dal programma di mantenimento ed, anzi, avete aperto la strada all’alimentazione in eccesso;
  2. Inattività fisica: da una settimana circa, non avete più dedicato del tempo all’attività fisica che avete scelto di svolgere;
  3. Aumento del peso corporeo: avete preso più di 2 kg rispetto al valore del peso ragionevole indicato per voi;
  4. Stato emotivo di fragilità: sentite che si sta verificando una ricaduta o che siete a forte rischio di svilupparla.

Come potrete notare, alcuni di questi punti sono particolarmente definiti ed oggettivi, altri, come il quarto, fanno riferimento alla vostra capacità di ascoltare le sensazioni ed i vostri stati interiori. Se pensate di farvi facilmente condizionare dalle situazioni e dalle circostanze del momento nel dare giudizi rispetto a come vi sentite, fate maggiore affidamento a parametri quali il peso corporeo per valutare se correte il rischio di una ricaduta. In ogni caso, non sottovalutate la capacità di individuare in modo puntuale quando state per attraversare un momento di difficoltà perché questo è il primo, indispensabile, passo per poter mettere in opera il vostro piano d’azione. Quanto si tratta di emozioni, chi esita è perduto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...