Obesità come problema medico: 4 miti da sfatare

Forse non ti è mai passato nell’anticamera del cervello ma dimagrire non è solo una questione estetica. Personalmente, lo ammetto, ho sempre sottovalutato i rischi associati al sovrappeso. L’ho fatto perché, nonostante i molti chili in più che mi portavo appresso, ho sempre goduto di ottima salute. Alcuni fastidi minori, tuttavia, li ho sperimentati: l’eccessiva sudorazione ogni qualvolta facevo anche il minimo movimento e il dolore/affaticamento alle ginocchia, erano parte del mio quotidiano.

In questo articolo vorrei parlarvi dei problemi medici associati all’obesità; non lo faccio con l’obiettivo di spaventarvi né tanto meno, con lo scopo di convincervi a perdere peso. Al contrario vorrei mandarvi un messaggio importante, che è scaturito proprio dal colloquio con una paziente: non aspettate di stare male per cambiare stile di vita. Il primo mito da sfatare di cui vi parlerò riguarda proprio questo concetto; le ricerche lo dimostrano chiaramente: anche chi ha avuto gravi problemi medici a causa del peso eccessivo, non si è convinto a dimagrire. Se le avete provate tutte, se non sapete più dove sbattere la testa per dimagrire, potreste convincervi che solo la malattia potrebbe accendere in voi il campanello del cambiamento…ebbene sbagliate!…e state giocando col fuoco! Se conoscete qualcuno a cui è capitato di cambiare a seguito all’insorgenza di una malattia (in effetti è probabile), sappiate che forse quel qualcuno non aveva alternative; ma ciò è ben diverso dall’essere convinti che, per tutti, la salute rappresenti l’unico stimolo al cambiamento. Di persone che si sono ammalate a causa dei propri vizi e che hanno continuato a mantenerli nonostante gli effetti negativi, è pieno il mondo, purtroppo.

In merito alla questione salute-obesità, poi c’è una seconda credenza da smentire: i problemi medici associati al sovrappeso, non riguardano solo le persone di “una certa età”. Se siete giovani potreste aver giustificato il vostro comportamento alimentare dicendo a voi stessi: “se non lo faccio adesso che sono giovane, quando potrò concedermelo?”. Forse, spinti dall’efficienza del vostro metabolismo, credete che mangiare tutto ciò che volete e nella quantità che desiderate, non provochi alcun disturbo. Vi assicuro che, così facendo, state sottovalutando (quantomeno) gli aspetti psicologici del mangiare in eccesso. In ogni caso, ricerche alla mano, posso assicurarvi che la relazione fra BMI (Indice di Massa Corporea) e mortalità, si indebolisce con l’aumentare dell’età. Il rischio di malattie delle arterie coronariche, per esempio, è più elevato nella popolazione più giovane.

La terza leggenda metropolitana, concerne la convinzione che i problemi medici legati all’obesità, siano osservabili solamente finché la persona non dimagrisce. Questa osservazione, in realtà, non è del tutto vera. Sebbene la maggior parte dei problemi medici connessi ai chili in eccesso, possano essere risolti con il dimagrimento, alcuni di questi dipendono da quanto tempo della nostra vita avete passato in uno stato di obesità. Per esempio, il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, aumenta con l’incrementare della durata dell’obesità, specialmente nelle donne. Per questo motivo, se pensi di posticipare il tuo percorso di dimagrimento perché, al momento, sei sano come un pesce, rifletti anche sui danni a lungo termine che il tuo sovrappeso potrebbe causarti. La durata dell’obesità rappresenta un forte predittore di scompenso cardiaco. In caso di forte obesità, la massa ventricolare sinistra, può essere maggiore rispetto a quella attesa, determinando alterazioni della struttura cardiaca anche in assenza di ipertensione arteriosa o di malattia cardiaca sottostante.

Infine, ultimo mito da sfatare, riguarda la convinzione che i problemi medici si osservino solo in caso di obesità grave. Anche in questo caso, si tratta di una mezza verità. La mortalità inizia ad aumentare quando il BMI supera i 24,9 (valore limite del normopeso). L’incremento, poi, aumenta a mano a mano che il BMI si innalza. Se, fino a un valore di 30 (valore limite del sovrappeso), l’incremento della mortalità è definibile col termine “modesto”, quando si supera tale valore, si arriva ad un 50-100% di incremento della mortalità ,rispetto alle persone con un BMI compreso nel range di 20-24,9. Anche coloro che si trovano in una condizione di sovrappeso, quindi, possono soffrire di problemi medici associati ai chili di troppo.

 

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