Obesità: fattori genetici e ambientali

Negli anni novanta i fondamentali progressi della ricerca scientifica hanno portato
a capire che l’obesità non è un singolo disturbo ma un gruppo eterogeneo di condizioni
con cause multiple. In generale, oggi sappiamo che il peso corporeo di un
individuo è determinato dall’interazione multipla e complessa di fattori genetici,
comportamentali e ambientali che agiscono attraverso la mediazione fisiologica
dell’introito calorico e del dispendio energetico. Sarebbe errato, quindi, continuare a pensare che si è in sovrappeso per chissà quale problema metabolico o ereditario quando, in realtà, nessun fattore, da solo, è responsabile al 100% del sovrappeso. Questo concetto appare particolarmente importante per taluni soggetti che, convinti che la loro obesità sia dovuta a una disfunzione fisiologica, si arrendono a un destino immaginario in cui “non c’è nulla da fare” per poter modificare questa condizione. In verità, accanto a fattori genetici quali l’ereditabilità, il rischio familiare di obesità e la suscettibilità ad aumentare di peso quando si è esposti a certi ambienti, vi sono moltissimi altri fattori di tipo ambientale, altrettanto importanti. Vediamo insieme quali:

  • La dieta. La composizione dei macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi) ed il comportamento alimentare dell’individuo, sono i fattori dietetici che influenzano il sovrappeso. Se le proteine, per esempio, possiedono un elevata capacità di far terminare il pasto e di sopprimere la fame, i carboidrati possiedono un’eccellente capacità di autoregolazione (abilità di stimolare la propria ossidazione o l’assunzione). I grassi, viceversa, hanno un’alta densità energetica e un elevata capacità di depositarsi nel corpo.
  • Attività fisica. Come abbiamo visto nell’articolo “l’attività fisica: un fattore ambientale tutto da sfruttare”, svolgere un’attività fisica moderata e regolare (la maggior parte dei giorni della settimana), consente di bilanciare al meglio il dispendio energetico. Non parliamo qui, necessariamente, di un’attività fisica strutturata quale l’iscrizione a una palestra o del fatto di intraprendere una carriera sportiva ma, semplicemente, di aumentare il numero di passi giornalieri fino, ed oltre, i 10.000.
  • Influenze sociali. E’ comune osservare l’aumento dell’obesità in individui che emigrano in società occidentali rispetto a quelli, con lo stesso patrimonio genetico, che rimangono nel proprio paese d’origine. Nelle società industrializzate, questo è un dato di fatto, si osserva una più alta prevalenza di sovrappeso e obesità. Ciò è dovuto a fattori quali la modernizzazione, la globalizzazione e l’urbanizzazione. La stagionalità degli alimenti è stata superata, lo scambio di cibi fra i diversi paesi è stata favorita, la disponibilità degli alimenti ha di gran lunga superato il fabbisogno ed, inevitabilmente, tutto questo si ripercuote sulle nostre abitudini alimentari.
  • Marketing, pubblicità, media. Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, i media (televisione, radio e giornali), influenzano in modo molto pesante le nostre scelte. Uno studio condotto in Inghilterra, ad esempio, ha evidenziato come nel 1992 sono stati spesi 80 milioni di sterline per promuovere il consumo di cioccolata, a confronto con soli 3 milioni di sterline spese per promuovere il consumo di frutta e vegetali (WHO, 1997).

Infine, altri fattori ambientali che mostrano una certa influenza sul sovrappeso, sono: il sesso (le donne sono più propense ad accumulare tessuto adiposo per assicurare la capacità riproduttiva), alcuni periodi della vita (es. il rimbalzo adiposo dei 5-7 anni), l’etnicità (alcuni gruppi etnici, se esposti alla cultura occidentale, sono più esposti allo sviluppo di obesità), la sospensione del fumo, l’eccessiva assunzione di alcol, i farmaci, lo stress, le disfunzioni endocrine e le malattie infettive.

Insomma, se si è davvero intenzionati a perdere peso, la buona notizia è che nessuno di noi è “condannato” a rimanere sovrappeso, la cattiva notizia è che non possiamo aspettarci che sia sufficiente il solo cambiamento alimentare per riuscirci. Così come la scienza ci dimostra che l’obesità ha un’origine multifattoriale, così dobbiamo aspettarci che per controllarla dobbiamo agire su diversi fronti. Ecco, quindi, la necessità di un programma ad ampio spettro che includa 3 componenti: la dieta, l’attività fisica e la terapia cognitivo-comportamentale.

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