Il grasso non è un sentimento

Sentirsi grassi.

Sono sicura che molti di voi, e non sto parlando soltanto delle persone con qualche chilo in più, hanno provato questa sensazione almeno una volta nella vita. A noi donne, poi, capita di esperirla anche più volte nell’arco della stessa giornata; per non parlare di quelle fluttuazioni dovute agli sbalzi ormonali che amplificano ancor di più questa sensazione.

Ho specificato come non sia necessario essere sovrappeso per sentirsi grassi proprio per sottolineare quanto questa esperienza sia slegata dal peso corporeo e sia invece correlata a sensazioni propriocettive di diverso tipo. D’altra parte, essendo il “sentirsi grassi” spesso confuso con “l’essere grassi”, è bene approntare l’argomento al fine di evitare quei comportamenti messi in atto per “correre ai ripari”, proprio come se i chili di troppo esistessero realmente o, comunque, come se si dovesse affrontare il problema nell’ottica dell’emergenza facendo poi scelte affrettate.

In realtà, se esaminassimo il modo in cui questa sensazione compare e scompare nell’arco del tempo, diventeremmo consapevoli di come sia inverosimile che la nostra forma corporea reale possa variare così repentinamente. Inoltre, poi, così come esistono persone molto magre che si sentono grasse, vi sono altrettante persone che, pur in sovrappeso, non provano questa sensazione. Come sostengono le terapeute Susanna Pizzo e Valentina Massignani, in sostanza: “il grasso non è un sentimento”.

Ma a cosa è dovuta, allora, questa sgradevole percezione che porta a sentirci grassi? Sebbene il fenomeno non sia stato oggetto di particolare attenzione da parte della comunità scientifica, è opinione diffusa che il “sentirsi grassi” sia il risultato di un etichettamento non accurato di eventi emotivi ed esperienze corporee vissuti come avversivi (Fairburn, 2008). In altre parole: sentimenti negativi quali il senso di colpa, la rabbia, la noia ma anche sensazioni corporee quali la ritenzione idrica, il gonfiore addominale, il sentirsi sudati, accaldati o il percepire la propria pancia che sporge dai pantaloni, aumentano la nostra attenzione verso il corpo, portando alla luce le preoccupazioni che nutriamo nei confronti del peso e della forma corporea.

E’ come se, nel momento in cui sentissimo le nostre cosce sfregare tra loro mentre camminiamo o vedessimo alcune parti del corpo traballare mentre corriamo, la nostra attenzione si focalizzasse improvvisamente su un aspetto percepito come problematico facendo suonare il nostro campanello d’allarme. Le sensazioni corporee e le emozioni negative, quindi, innalzando il nostro livello di propriocezione in un dato momento, portano a galla i pensieri collegati al nostro modo di vivere il peso e la forma fisica: per questo motivo, chi non avrà particolari problemi di accettazione del proprio corpo, non si sentirà grasso; chi, invece, vive una situazione di conflitto rispetto a questo aspetto di sé, etichetterà l’esperienza come “mi sento grasso”.

Quando avete la sensazioni di “sentirvi grassi”, dunque, provate a esaminare la situazione in cui vi trovate. Vi sentite in un modo particolare? Quali sono le sensazioni? E le emozioni? Cosa le ha scatenate? Perché?

Monitorare in modo attento come vi sentite in funzione di ciò che accade attorno a voi, vi può far scoprire cosa tende a scatenare la frustrante esperienza di sentirvi sovrappeso. Al di là che abbiate più o meno chili da perdere, infatti, è assolutamente ingiusto che continuiate a farvi condizionare da una sensazione cinestesica così fuorviante.

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