Riformulare le emozioni per prenderne distanza

Rispetto al tema delle emozioni, nonostante la varietà di approcci esistenti in psicologia, vi è un comune consenso nel sottolineare come le stesse non vadano mai represse. L’emozione, come reazione adattiva, fondamentale per la sopravvivenza, ci avvisa che qualcosa di importante sta accadendo e che dobbiamo prestargli attenzione. Che si tratti di una reazione a un evento piacevole o spiacevole, l’emozione provoca in noi un complesso pattern di modificazioni che includono l’eccitazione fisiologica, l’innescarsi di processi cognitivi e di specifici comportamenti. Mai, quindi, ignorare un’emozione! Meglio, invece, analizzarla, percepirla con tutte le sue sfumature e, se troppo intensa, impararne la gestione. Quando proviamo un’emozione intensa, infatti, potrebbero capitare due situazioni: non riusciamo a spiegarci il perché ciò avvenga (e in questo caso dovremmo analizzare la situazione nella quale eravamo coinvolti), oppure, sappiamo etichettarla, riconosciamo cosa l’ha scatenata ma ciò non ci aiuta comunque a “stare meglio”. Per alcune persone, lo sconvolgimento emotivo, può essere dovuto all’incapacità di dare una spiegazione alle proprie emozioni. Per altri, invece, consiste nel fatto di sentirsi incapaci di controllare le proprie reazioni e quindi percepirsi in balia di una forza al di fuori del proprio controllo.

Come abbiamo avuto modo di spiegare in altri articoli, emozioni, pensieri e comportamenti, sono in stretta relazione tra loro. Per questo motivo, il modo in cui “spieghiamo” a noi stessi quello che stiamo provando, ha un forte impatto su ciò che sentiremo e su come ci comporteremo. Sfruttando questa complessa relazione a nostro favore, oggi impareremo a prendere distanza dalle emozioni, utilizzando il potere delle parole quale diretta conseguenza di una cognizione. Di seguito vi riporterò degli esempi adatti ad illustrare il meccanismo di base di quanto ho appena esposto.

Prima dicevi:

  • “Sono preoccupato delle calorie”
  • “Ho paura di perdere il controllo”
  • “Sono arrabbiato con me stesso per aver mangiato troppo”

Adesso potrai dire:

  • “I miei pensieri mi portano a preoccuparmi delle calorie”
  • “La paura che sto provando è intensa”
  • “La rabbia che sto provando per aver mangiato troppo è difficile”

Cos’è cambiato? L’aggiunta dell’articolo e la descrizione delle emozioni in termini meno soggettivi ci aiuta a ricordare che ciò che ci accade non ha un potere assoluto su di noi. Usare il linguaggio per distanziarci da una forte e destabilizzante emozione, può aiutarci nella gestione dell’alimentazione emotiva. Proviamo, in sostanza, a parlare a noi stessi in modo diverso e a guardare le nostre sensazioni da un punto di vista più distaccato. Anche se l’emozione avviene dentro di te, puoi imparare a guardarla dall’esterno, come un evento che semplicemente accade e che non è fatto per danneggiarti ma solo per mandarti un messaggio. Ascoltalo.

 

 

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