La Mindfulness e la Mindful eating

Per parlare in modo esaustivo della Mindfulness, e della Mindful eating, non basterebbero centinaia di articoli e, in ogni caso, senza la pratica, tutta la conoscenza appresa rimarrebbe fine a se stessa. Quando ci approcciamo alla Mindfulness, infatti, praticare è qualcosa di fondamentale: l’esperienza diretta è l’unica in grado di farci capire realmente di cosa si tratta. Ma, se dovessimo descriverla a parole, che cos’è la Mindfulness? Per dare una definizione, la maniera più corretta è quella di riferirsi alle parole di Jon Kabat-Zinn, pioniere di questo approccio: “Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare, ovvero con intenzione, al momento presente e in modo non giudicante”. Si tratta di un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui ed ora. In una sola parola, Mindfulness significa consapevolezza. Consapevolezza di cosa? Di tutto ciò che ci circonda, di tutto ciò che facciamo e, in definitiva, di ciò che siamo, nel momento presente. Perché la Mindfulness dovrebbe aiutarci a mangiare correttamente? Una delle tante declinazioni della Mindfulness, se così possiamo definirla, è la Mindful eating, la quale ci insegna a portare attenzione, consapevolezza, su ciò che mangiamo, in modo da trarre il massimo giovamento dal cibo. Mangiare mindful significa fare un pasto consapevole, un pasto durante il quale portiamo intenzionalmente l’attenzione a quello che stiamo mangiando, godendo di esso, sentendoci soddisfatti, non pieni o nauseati. La capacità di rimanere concentrati sulle qualità del cibo che ci serviamo ad ogni pasto è qualcosa che, specialmente nelle persone con problemi di peso in eccesso, risulta del tutto, o in gran parte, carente. Può essere, di fatto, la motivazione principale per la quale siamo portati a non sentirci mai sazi, nonostante le enormi porzioni di cibo che mettiamo nel piatto. Quando, per anni, siamo stati abituati a mandar giù un boccone dietro l’altro, con l’unico scopo di finire la porzione e, possibilmente, fare il bis, può risultare difficile approcciarsi alla consapevolezza; può sembrare innaturale e potremmo confonderla con il semplice “mangiar piano” che in realtà è solo condizione necessaria, ma non sufficiente, al fine di praticare la mindful eating. Mangiando almeno tre volte al giorno, tutti i giorni, abbiamo molte occasioni per fare pratica ma, se vogliamo essere sicuri di farla nel modo giusto, dovremmo stare attenti ad alcuni aspetti:

  • Mangiare solo quando abbiamo fame
  • Smettere di mangiare quando siamo sazi
  • Riconoscere i momenti in cui mangiamo senza consapevolezza
  • Avanzare nel piatto il cibo che non ci va di mangiare
  • Riflettere su quanto sia nutriente ciò che stiamo mangiando
  • Assaporare ciascun boccone prima di prendere il successivo
  • Evitare di svolgere altri compiti e distrarci quando mangiamo
  • Approcciarci al nostro modo di mangiare in modo non giudicante
  • Non spizzicare

Alcuni di questi punti, forse, fanno già parte del tuo stile di vita; per altri, invece, potrebbe essere necessario un discreto lavoro interiore. Avanzare del cibo nel piatto, ad esempio, è un comportamento che potrebbe suscitare alcune resistenze; anche evitare lo svolgimento di altre mansioni, o di varie distrazioni, può essere complicato se abbiamo una vita piena di impegni. Si tratta di ridare la giusta importanza ad un momento della nostra giornata al quale spesso prestiamo scarsa attenzione ma che, a lungo andare, incide sulla nostra salute in modo non indifferente. Per accorgerci di mangiare qualcosa, talvolta, siamo costretti a mangiarne in grandi quantità od a prediligere alimenti particolarmente saporiti. Restare semplicemente concentrati su ogni boccone, è un’ottima strategia per approcciarsi alla mindful eating ma, da sola, non basta. La famosa pratica necessaria, di cui parlavamo all’inizio, è la meditazione. Per iniziare ad apprezzare davvero ciò che mangiamo, ma anche ciò che facciamo nell’arco delle nostre giornate, la strada migliore è quella indicata da una delle principali tradizioni meditative del buddhismo classico, quella della consapevolezza. Non si tratta di diventare tutti dei piccoli monaci, ma di applicare uno dei più efficaci approcci mente-corpo, al fine di risolvere un problema che affligge la nostra esistenza. La mindful eating, come avremo modo di vedere in futuro, propone un livello introduttivo alla meditazione, al fine di adattare questa pratica storica ai contesti di vita odierni ed all’esperienza di vita che conduciamo ogni giorno. Dopo i clamorosi risultati ottenuti grazie all’applicazione della Mindfulness in diversi campi della medicina, e come trattamento dello stress e del Disturbo da Alimentazione Incontrollata, sta diventando sempre più evidente come un approccio di tipo olistico risponda meglio alle esigenze delle persone sofferenti. Nei prossimi articoli, scopriremo assieme, volta per volta, alcune prerogative di questo immenso e interessante mondo.

 

 

3 pensieri su “La Mindfulness e la Mindful eating

    • Paolini Elettra Psicologa ha detto:

      Mi fa piacere ti possa essere utile. Purtroppo è difficile rendere l’idea della complessità di questo approccio; è qualcosa di molto pratico che si comprende soprattutto, come dicevo nell’articolo, con la pratica. Già il fatto che abbia potuto essere uno spunto di riflessione per te, mi fa un immenso piacere perché il mio primario obiettivo è fornire a chi legge degli strumenti utili nell’affrontare la dieta. Cambiare il proprio corpo, attraverso importanti modificazioni dell’alimentazione e dello stile di vita, è un grosso lavoro, sia fisico che mentale. La mindful eating è sicuramente una delle strade possibili. Ciò detto, grazie a te che mi segui. P.S. Non vedo l’ora di veder cambiare il nome del tuo gravatar in qualcosa che descriva un raggiunto cambiamento. Tifo per te!

      Piace a 2 people

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